È innegabile che una delle mie più grandi passioni sia l'informatica.
Quel poco, pochissimo che so posso dire con orgoglio di averlo imparato praticamente tutto da solo, provando e riprovando, sbattendoci la testa, assillando gente più esperta di me...
La mia primissima esperienza informatica la feci a circa 7 anni, quando mio padre portò a casa un 'vecchio' Olivetti M-24.In realtà non so bene perchè quel computer sia comparso in camera mia, se mio padre cercava solo un posto in cui piazzarlo, o se pensava che potesse essere una cosa di mio gradimento. Sta di fatto che iniziai a usarlo, dapprima con un gioco chiamato 'Saltatore' e poi a imparare un pochino il Dos.
Ma il vero salto di qualità avvenne poco dopo, quando entrò in camera mia IL 286. Ovviamente windows non sapevo ancora cosa fosse, ma quel computer ne vide veramente di cotte e di crude; prevalentemente giocavo, ma cominciavo già ad acquisire le nozioni fondamentali, a scribacchiare qualcosa (non scorderò mai la schermata blu e nera di Word 55) e a prendere confidenza con l'evoluto sistema operativo Ms-Dos.
Il tutto finchè un giorno mio padre non mi portò a casa il prodotto che rivoluzionò la mia vita: Windows. Per chi mi conosce sa quanto possa suonare strano che io elogi Microsoft Windows, ma eppure è così. Era fantastico. Colori, tutto più facile, grafica, giochi, audio, programmi... E il mouse! Ragazzi, per un bambino di neanche dieci anni che era abituato alla tastiera, il mouse sembrava un'invenzione sensazionale - e lo era.
Senza dimenticare il Dos, che rimaneva il mio ambiente principale per giochi e lavoro, cominciai a prender confidenza anche col famoso sistema operativo di mamma Microsoft; ma vuoi la tenera età, vuoi la difficoltà di win 3, non mi appassionai mai a quel sistema operativo, pur trovandolo affascinante, continuando a preferire il Dos.
Nel frattempo però le mie conoscenze informatiche crescevano, e con esse la necessità di "potenza". Arrivò per un Natale il mitico 386, della Compaq.
Mi ricordo benissimo ancora il case, con quella strana chiavetta per impedirne l'utilizzo a estranei, con la tastiera squadrata... E mi ricordo di mio padre, che me lo configurava mentre io strepitavo in attesa di poterlo usare... Effettivamente, anche se sono passati quasi 15 anni, mi sembra tutto così vicino... Ricordo che film trasmettevano la mattina di Natale su TMC (il film era Biancaneve e vissero felici e contenti, una sorta di imbarazzante seguito di Biancaneve), ricordo dov'era messo il computer e la posizione di mio padre... Bei ricordi.
Anni dopo, un'estate, avrò avuto circa 11 anni, decisi di usare i risparmi che avevo in banca, in un libretto apertomi alla nascita, in quello che - posso dirlo - è il computer che mi fece definiivamente appassionare all'informatica. So parlando del Pentium, come lo chiamavo io, un computer con un processore Pentium 75. E con esso arrivò anche il Windows 95, un sistema operativo rivoluzionario che tutt'ora ha tutta la mia ammirazione.
Finchè poi non è avvenuto lo switch definitivo: a Dicembre 2005 ho comperato il mio primo Macintosh, un bellissimo iBook G4 bianco da 12''. È contemporaneamente il mio primo portatile e il mio primo Mac: è fantastico, questo computer mi ha fatto fare la fatidica domanda: «Come facevo a lavorare sui computer prima?»Il candido amico mi ha trasformato in un -come qualcuno (vedi Pitonti) mi definisce- un Mac-Maniaco. È anche vero che è difficile una volta che si possiede un Mac tentare di non convinvere chiunque ti capiti a tiro della sua superiorità.
L'iBook, il mio attuale computer, non mi ha mai tradito, e, pur essendo un computer che già quando è stato comprato si poteva definire 'non moderno', ora è definibile 'desueto'. Il suo processore G4 a 1,2 Ghz e i suoi 512 Mb di Ram nativi (con un upgrade a 1,0 Gb) lo rendono un computer assolutamente non appetibile per una fascia professionale, e un computer poco desiderabile per la media degli utenti. Eppure, ciononostante, il candido amico si rivelo un compagno perfetto e ideale, che non richiede una sostituzione, se non per "sfizio". Non nego che non mi dispiacerebbe organizzarmi un desktop, magari un iMac o un futuro Mac Mini con Core 2 Duo...
L'iBook e i Macintosh in generale mi hanno fatto riscoprire la gioia di usare il computer e hanno segnato la mia rinascita, almeno per quanto riguarda il campo informatico. Lavorare con un Mac non è come lavorare con un Pc, è una svolta. E questo computer non lo dimenticherò mai!
Ricordo come se fosse ieri l'emozione di quando lo ho tirato fuori dalla scatola, e di quando lo ho acceso per la prima volta, sentendo il mitico "Booooong" iniziale... Che bello! L'emozione del primo Mac ti capita una volta sola nella vita :D

