V for Vendetta
Written by michipu on 18 Febbraio 2007 – 19:40 -
Attenzione: in questo articolo si rivela in tutto o in parte la trama del film
Ieri ho visto finalmente V per Vendetta. E, logicamente, oggi son qui a parlarne.
Già, perchè - comunque la si pensi - non si può vedere un film come questo senza sentire il bisogno di riflettere, di parlare, o quantomeno di esprimere le proprie opinioni.
Premetto che, non essendo un amante dei fumetti, non ho mai letto l’originale Graphic Novel, nè, a dire il vero, ne avevo mai sentito parlare prima dell’uscita del film. Di conseguenza non ho la più pallida idea di quali siano le differenze (sosrtanziali e non), nè so quanto bello potesse essere l’originale, ma il fatto che l’autore Alan Moore lo abbia ‘rinnegato’ mi dà da pensare. È ovvio che quindi parlerò solo e unicamente del film.
È senz’altro un bel film. Buona regia, buon commento musicale, ottima le scenografie e la forografia, ottime interpretazioni di tutti (sopra tutti il mitico John Hurt e la bellissima Natalie Portman). Questo forse perchè gli sceneggiatori (i fratelli Wachowsky, quelli di The Matrix) e il regista sembra si siano concentrati un po’ troppo sul lato visivo, a scapito della storia. E questo, per un film come questo è terribile.
V per Vendetta è un visionario thriller fantapolitico, con un buon soggetto (non particolarmente originale, ma di sicuro effetto), ma con una sceneggiatura lacunosa. Ambientato nel prossimo futuro, all’indomani di una sanguinosa guerra civile che ha distrutto gli USA, in un Inghilterra di stampo fascista, dominata da un cancelliere supremo a capo dell’unico partito (conservatore) della nazione. In questo contesto Ivy conosce V, misterioso cavaliere d’altri tempi dal volto mascherato che lotta per eliminare l’attuale governo.
In primis, la sceneggiatura è costellata di buchi. Oltre alle omissioni volontarie (esattamente cosa facevano a Lark Hill? Qual era il ruolo esattamente della dottoressa? Che cosa di terribile ha fatto?), che lasciano però allo spettatore un incolmabile vuoto, ci sono una serie di impensabili lacune. Chi era esattamente il cancelliere? Era soltanto la pedina di un partito o era un novello Mussolini? Perchè la sua figura è appena accennata, nonostante fosse lui il nemico principale? Qual è il passato di V? (et cetera). Poi ci sono numerosissimi passaggi appena accennati, che fanno venir voglia al telespettatore di scaraventare il televisore in terra. Perchè tanto spazio alla visività e così poco ai temi? Come accidenti hanno fatto a prendere il potere così facilmente? Viene spiegato, ma non nei dettagli, e in maniera troppo fugace.
Dicevo prima che, comunque la si pensi, questo film fa riflettere e fa parlare. Già perchè il film, adesso attualissimo, così come lo sarà (ne sono, ahimè certo) fra 50 anni, tratta temi scottanti e molto impegnativi.
È giusto usare anche la violenza per perseguire un fine nobile e giusto? Io, attualmente non so rispondere a questa domanda. Anche perchè la nobiltà e la giustezza di un fine, sono concetti relativi e non assoluti. Un estremista che si fa saltare in aria in una scuola sta usando la violenza per perseguire quello che secondo lui è il fine superiore, ultimo e giusto. Il cancelliere e i suoi uomini, che usavano la violenza perseguivano un loro ideale, quello di evitare che l’Inghilterra cadesse nel caos come successo agli Stati Uniti. Vedendo il film, la risposta più ovvia alla domanda, sembra essere “sì”. Il fine che V stava perseguendo, cioè ottenere la libertà, era talmente ‘alto’ che qualsiasi atto poteva considerarsi quantomeno giustificabile. Ma nel mondo di oggi è davvero così? Se provassimo a guardare le cose dal rovescio della medaglia, probabilmente non la penseremmo così, vedremmo qualcosa di diverso. Se una qualsiasi persona perseguisse un fine diverso dal vostro, ma che secondo lui è quanto di più nobile possa esserci, sareste d’accordo che ricorresse alla violenza per ottenerlo?
V, il protagonista del film, è un eroe o un terrorista? Tralasciando per un secondo il tema della violenza, come configurare V? In realtà lui sta lottando per il bene comune, la libertà, ma è mosso prevalentemente (o soltanto?) dal desiderio di vendetta nei confronti di chi commise atroci crimini contro di lui. V avrebbe lottato allo stesso modo se fosse stato un cittadino come tutti? Avrebbe tentato di rovesciare un governo oppressore e antiliberitario, se quel governo non gli avesse fatto nulla direttamente? Come fa a trovare giustificazione nei suoi atti? Il suo personaggio è costruito in modo tale che ai nostri occhi sembri un eroe, un impavido che lotta per la libertà. Ma le sfumature della sua personalità sono così tante (per via anche del suo passato), ma così poco approfondite nel film… Che con un’altra lettura si potrebbe quasi pensare che V utilizzi la lotta per la libertà solo come una scusa, un sistema per giustificare le sue azioni mosse dal desiderio di vendetta.
Possiamo accettare che Ivy accetti (scusate il gioco di parole) le torture di V, per quanto mosse da una giusta idea (e anche su questo ci sarebbe da discutere) e lo perdoni? Ma soprattutto possiamo accettare che il tutto succeda in 2 minuti? Può anche essere visto il carattere forte e intelligente di Ivy, che col tempo lo possa perdonare, ma francamente mi sembra fantascientifico pensare che una ragazza che viene torturata per un lunghissimo periodo possa poi perdonare il suo torturatore in un baleno.
Si può davvero pensare che al giorno d’oggi, vista anche la capillare diffusione di Internet e dei blog, la stampa possa essere completamente e inesorabilmente controllata? Ci riescono a malapena in Cina, mi sembra difficile che ci possano riuscire in Inghilterra, patria di un popolo da secoli abituato alle libertà di parole, espressione, pensiero e stampa.
Questi sono solo alcuni dei dubbi e dei pensieri che son sorti durante (e dopo) la visione del film. Onore al merito: il film è riuscito a raggiungere l’obiettivo. Obiettivo che secondo me non era quello di insegnare qualcosa, nè tanto meno quello di propagandare qualcosa. Questo film vuole far riflettere. E ci riesce bene.
Voto: *** (3 / 5)
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Apocalypto e la solita figura di merda Italiana
Written by michipu on 5 Gennaio 2007 – 11:17 -Venerdì esce nelle sale ‘Apocalypto’, il nuovo film di Mel Gibson che pare in questi anni aver intrapreso la via del sadismo e della violenza sconsiderata.

Questo filmè considerato uno dei più violenti degli ultimi anni. In TUTTI i Paesi del Mondo è stato censurato ai minori, ovvero ne è stata proibita la visione per tutti i minori di 18 anni.
Ovviamente noi Italiani non potevamo risparmiarci la solita figura di merda colossale: l’Italia è ancora una volta l’UNICO Paese al Mondo in cui questo film non è censurato.
È scandaloso che in un film, non appena ci sia un doppio senso a sfondo sessuale compaia la scirtta vietato ai 14 e non appena si veda anche di sfuggita una scena di nudo compaia la censura. È incredibile come dei film assolutamente ‘normali’ siano censurati per delle banali scene di nudo ed invece a un film come questo venga consentito libero accesso.
Già successe nel 2004, quando uscì la Passione. Un film terribile. autocommiserativo, stupido e insanamente violento. Scrisse bene Morandini nel 2005
«[…] ai censori che in Italia, unico Paese al Mondo, hanno stabilito che sia accessibile anche ai bambini, si dovrebbe applicare la legge del contrappasso: obbligarli a vedere, in edizione integrale, per una settimana, tutti i film che in passato hanno vietato ai minori».
Già, perchè anche per The Passion of The Christ, altrettanto criticato film, l’Italia fu l’unico paese al mondo a non utilizzare la censura. Non sto qui a discutere sul film, che secondo me non vale nemmeno la pena di essere classificato.
Trovo davvero assurdo che cose così capitino ancora, che l’Italia debba sempre essere ricordata nel mondo per queste colossali cagate. Trovo davvero scandaloso (non riesco a farmene una ragioine) che un ragazzino di 10 anni possa andare a vedere un film come questo. Mi auguro che i genitori utilizzino un minimo di buon senso (visto che a quanto si dice Apocalypto sarà molto più violento de La Passione) e facciano le giuste scelte per i propri figli. Anche se temo, viste anche precedenti esperienze, che questo non succederà mai.
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Pocahontas
Written by michipu on 28 Settembre 2006 – 10:43 -Per chi non lo sapesse, Pocahontas è un film del 1995 prodotto dalla Walt Disney Pictures, che ha riscosso un discreto successo tra il pubblico e pochissimo tra la critica, e narra la storia della Principessa indiana figlia di Powatan, vissuta in Virginia a cavallo tra il XVI e il XVII secolo
Pocahontas - Uno dei film più sottovalutati di sempre?
Oggi ho deciso di scrivere su un argomento un po’ particolare: il film della Disney Pocahontas.
Per chi non lo sapesse, Pocahontas è un film del 1995 prodotto dalla Walt Disney Pictures, che ha riscosso un discreto successo tra il pubblico e pochissimo tra la critica, e narra la storia della Principessa indiana figlia di Powatan, vissuta in Virginia a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, le cui cronache narrano abbia salvato la vita al soldato inglese John Smith, capitano della nave inglese venuta a colonizzare le nuove terre, impedito una furiosa battaglia tra gli inglesi e il suo popolo, e vissuto gli ultimi anni della sua vita a Londra, sposata al gentiluomo inglese John Rolfe per poi morire di vaiolo giovanissima, nel viaggio di rientro in Virginia… La Walt Disney ha confezionato due film, Pocahontas e Pocahontas 2, uno per il grande schermo e uno per il mercato dell’home video. Ho deciso di parlarvi di questi film, perchè sono due film d’animazione completamente fuori dagli schemi targati Disney.
Innanzitutto la storia: è l’unico caso che io ricordi in cui la sceneggiatura dei film è ispirata a fatti realmente accaduti, documentati e provati, e non ad una fiaba (es. La Sirenetta) o a una leggenda (es. Robin Hood). E per la prima volta nella storia disneyana, la sceneggiatura dei film non stravolge completamente la storia (come accade in tutti gli altri film eccezion fatta per Biancaneve), ma si limita ovviamente a modificarla, tagliando e aggiungendo qui e là.
Per Walt Disney, Pocahontas è una giovane e ribelle indiana, che per seguire i suoi sogni e le sue idee disubbidisce al padre e ai suoi amici indiani, incontra e si innamora di uno sfrontato e belloccio soldato inglese, John Smith, cui salva la vita, riuscendo anche a evitare una guerra tra indiani, terrorizzati dal nemico pallido così diverso da loro, e inglesi, capitanati dal Governatore Ratcliffe, bramoso d’oro e ricchezze. Smith ferito, dallo stesso governatore, fa ritorno in inghilterra, ma Pocahontas non lo segue, preferendo rimanere nella sua terra.
Passano i mesi, a Londra Ratcliffe riesce a convincere Re Giacomo che gli indiani nascondono l’oro e per evitare che John Smith possa testimoniare il contrario e marcarlo di conseguenza come traditore, lo uccide (la notizia della sua morte arrivò fino in Virginia, facendo disperare la povera indianina). Il Re però prima di spedire un’armata per lo sterminio degl indiani decide (bontà sua) di concedere udienza al capo della tribù: invia un nobile ‘cortigiano’, John Rolfe, in Virginia affinchè porti Powatan a Londra, ma il gentiluomo ritorna (assurdo) con Pocahontas. Il Re, prima scontento del fatto che al posto di un capo Rolfe fosse tornato con una donna, decide di concederle udienza durante il gran ballo di corte, dietro suggerimento di Ratcliffe, che pensava che Pocahontas non avrebbe mai imparato l’etichetta e il galateo inglesi in breve tempo, dimostrando al re la sua natura selvaggia. La giovane indiana viene istruita da Rolfe, di cui si innamora. Purtroppo il ballo è un vero disastro a causa di Ratcliffe, che colpisce la natura ecologista dell’indiana, provocando il suo arresto. Ma Rolfe e il redivivo John Smith (!) scampato per miracolo alla morte salvano Pocahontas, e dimostrato al re il tradimento di ratcliffe, fermano il cattivone per il rotto della cuffia, proprio mentre stava salpando con l’armata di soldati assetati di sangue indiano. A questo punto Pocahontas, divisa tra due fuochi, manda allegramente a quel paese John - l’unicoamoredellamiavita- Smith e torna in Virginia con John -ticonoscodaunasettimanamagiàtiamo- Rolfe.
La storia è per la prima volta in un cartone disneyano, verosimile e vera. Ovviamente con qualche accorgimento qua e là, soprattutto per quanto riguarda il secondo film, o per quanto riguarda la natura bellicosa degli indiani (c’è da dire che tutte le cronache della vicenda sono state scritte da inglesi, quindi con ovvi stravolgimenti della realtà per farli combaciare col loro punto di vista).
È l’unico cartone della Walt Disney in cui è praticamente assente il reparto animale. Quello che ha sempre caratterizzato i film disney è stato il fare film con animali antropomorfi come protagonisti (Bambi, Red & Toby, Bianca e Bernie) o con animali parlanti, necessari per la storia e che interagiscono col protagonista umano, come in Aladdin (il pappagallo Jago e la scimmia Abù), la Sirenetta (il mitico Sebastian, il pesce e il gabbiano) et cetera. Anche quando non presenti animali, comunque c’è sempre stato qualcosa di extra-umano parte della storia che interagisse col protagonista: in Mulan c’era il mitico drago Mushu, nel Gobbo di Notre-Dame c’erano i Gargoyles, in Hercules c’erano il simpatico cavallo alato e il Satiro ‘Fil’, oltre agli sgherri di Ade, e via discorrendo. In Pocahontas gli unici animali che compaiono (oltre a quelli, ovviamente, che si vedono sullo sfondo e che fanno solo da tappezzeria), sono un cane idiota, un uccellino con un pugnale al posto del becco e una specie di onnivoro procione-orsetto lavatore che mangia tutto quello che vede. Questi animali sono muti, compaiono poco e non sono assolutamente funzionali alla storia. Compaiono soltanto per coprire i buchi e per tentare di strappare un sorriso al pubblico dei bambini.
E qui veniamo al dunque: Pocahontas (il primo) non è un film per bambini, pur se è abilmente mascherato. La storia, l’ambientazione, il rapporto amoroso e idilliaco tra i due, le tematiche… Non possono essere totalmente comprese dal pubblico infantile. Inoltre c’è un punto fondamentale: il film non fa ridere. O meglio non è un film divertente. Un bambino potrebbe sorridere di fronte a qualche scena simpatica o per gli animali buffi, ma la sceneggiatura non presenta battute, non ci sono momenti comici, non ci sono personaggi comici, eccezion fatta per l’assistente del governatore che, se dice 4 battute in tutto il film, è molto. E poi… il film NON HA IL LIETO FINE! Pocahontas e John Smith, non stanno insieme alla fine, ma si separano, probabilmente per sempre (o almeno fino all’uscita del sequel), sulle note di una struggente canzone, poichè Smith è ferito quasi mortalmente e deve far ritorno in inghilterra. Tutto questo è incredibilmente inusuale per un film per bambini, soprattutto per un film disney. È completamente fuori dai canoni cui la mega società ci aveva abituato e cui la società ha continuato, dopo Pocahontas ad abituarci.
Pocahontas è un film che a me è piaciuto moltissimo. Nonostante la critica lo abbia quasi demolito, io lo considero uno dei capolavori disneyani. Innanzitutto va riconosciuto a sceneggiatori e disegnatori uno studio incredibile. Le scene sono da paura, i disegni pure (anche questi, simili a quelli del Gobbo, sono molto inusuali). La colonna sonora è una delle più belle degli ultimi 20 anni, assieme ad altri film disney. La canzone “I colori del vento” è da brivido. I temi trattati, tutti poco approfonditi purtroppo, sono tanti e vari, dalla xenofobia degli indiani al razzismo e all’avidità degli inglesi, dall’odio innato dei popoli all’amore idilliaco di John e Pocahontas. Ecologia, rispetto, amicizia. Se questo film fosse stato destinato a un pubblico solamente adulto, tagliando tutti gli insulsi momenti pseudo ironici e volutamente infantili, e approfondendo un poco i temi trattati (magari facendo durare il film non 80 minuti ma qualcosa di più, secondo me sarebbe assurto a grande capolavoro. Questo film va guardato distaccandosi dall’ottica del cartone animato disney: se lo si considera un film disneyano per bambini lo si può solo disprezzare. Vanno invece analizzati tanti aspetti, in primi la ricerca di un argomento nuovo trattato con metodo nuovo, la ricerca di una nuova tecnica di disegno… Il tentare di affrontare tematiche molto particolari…
Pocahontas 2 è invece una delusione. Una delusione totale, perchè pur avendo alcuni caratteri del primo film, è stato confezionato male come film per soli bambini in stile disney channel. Se si tenta di guardare il lato adulto lo si detesta, se lo si guarda come film per bambini lo si disprezza per la sua incredibile banalità. banalità che si ritrova soprattutto nella sceneggiatura, scritta da cani in quattro e quattr’otto, con un finale che ti lascia a bocca aperta e con numerosi istinti omicidi, in primis verso il televisore, in secundis verso i produttori del film. I tre animali , stavolta presenti in quasi tutto il film, continuano a non avere alcuna funzionalità per la storia e continuano a non far ridere. L’aggiunta di altri personaggi, come la governante o il gigantesco indiano guardia del corpo di Pocahontas lascia il tempo che trova. La stessa Pocahontas risulta abbastanza fastidiosa in questo film, in parte perchè doppiata da cani, in parte perchè il film lo fanno gli altri personaggi, facendole perdere quell’aura di mistero e quello spirito selvaggio e ribelle che invece tanto la facevano apprezzare nel primo film. L’unica nota positiva è il tentativo - ancora- di utilizzare una storia vera come base per la sceneggiatura, stavolta però stravolta completamente.
Ne parlo anche qui: http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=4761&idd=34527 {con tanti e interessanti commenti}
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