La verità del pazzo

VeltroniL’Uomo di punta della Sinistra Italiana sta svelando in questi giorni la sua immensa paura e la sua straordinaria brama di potere.Perchè ovviamente non c’è un reale interessamente al c.d. bene del Paese dietro alle dichiarazioni e ai comportamenti di Dabliu Veltroni, ma solo un vetusto e  ipocrita attaccamento alla poltrona. Il “Bene del Paese”, questa sorta di concetto metafisico a cui sembrano aspirare tutti i politicanti odierni in realtà che cosa è? È, ovviamente, il bene della classe politica. Ovvero, quando la classe politica sta bene, sta bene anche il paese (logica conseguenza).Ciò che il signor Walter non capisce (o meglio, capisce benissimo ma ignora altrettanto bene), è che sarebbe bene, in questo momento, per il Paese, correre alle urne. E, quando anche non fosse un ‘bene’ per il Paese, sicuramente è la cosa giusta da fare. Attualmente tra le alte sfere non c’è una rappresentanza del popolo. Ergo, si deve ricorrere alle elezioni per assicurare  che il POPOLO Italiano sia giustamente rappresentato.Questa ad alcuni (molti, fortunatamente) sembra una cosa assolutamente ovvia. Caduta la maggioranza, constatato che il popolo non ha più la sua rappresentanza, si dovrebbe automaticamente pensare di tornare alle elezioni nel minor tempo possibile. Chissà però per quale strano motivo alcuni sinistri individui non hanno alcuna intenzione di andare a votare. Di permettere cioè ai cittadini di esercitare il sacrosanto diritto al voto.Per quale motivo? È molto semplice, starete pensando. Veltroni e la sua ghenga sanno benissimo che, se andassimo ad elezioni immediate ad Aprile non ci sarebbe tempo materiale per realizzare un minimo di controffensiva contro il Berlusca, al top del top in tutti i sondaggi e strasicuro di vincere con larga maggioranza. Sanno benissimo le sinistre che prenderebbero una mazzata colossale. Inoltre… Proprio il sig. Veltroni, per qual motivo mai vorrà evitare come la peste le elezioni? Se si candidasse adesso dovrebbe giocoforza dimettersi dalla carica di sindaco. E, sapendo benissimo di perdere le politiche, ha il terrore di perdere tutti i suoi privilegi e le poltrone che ha provveduto con tanta cura a scaldare.E allora i sinistri ricorrono al populistico e demagogico rimedio di sempre: il ricorso al concetto di Bene del Paese. È per il Bene del Paese formare un governo istituzionale per le riforme.Perchè mai?

  1.  In questo modo abbiamo la possibilità di organizzare una campagna elettorale coi controfiocchi e sperare che nel frattempo il Berlusca perda consensi… Altrimenti ci ammazza!
  2. Dobbiamo assolutamente finire le riforme importanti per il Paese… Che tradotto in Italiano significa: Dobbiamo assolutamente cercare di cambiare la legge elettorale, altrimenti così come è anche se si candidasse Topolino ci stra-umilierebbe.

E logicamente quello che dicono è che la Legge Elettorale, per come è stata concepita (dal centrodestra, ovvio), penalizzerebbe il vincitore non consentendo la governabilità del Paese. Panzane. Questa legge elettorale, imperfetta, sbagliata se vogliamo… O una cagata, comunque la si voglia appellare, ha tantissimi difetti, ma di certo noNapolitanon quello di negare la governabilità del Paese. È incredibile, proprio chi, quando la legge è stata adottata, la criticava sostenendo che fosse stata fatta per far governare 5 anni anche chi ottiente una maggioranza risicatissima (avevano allora paura che il Berlusca vincesse di nuovo), adesso la critica perchè non garantisce la governabilità.Ma la cosa più incredibile è che meno di un mese fa, quando la crisi sembrava lontana, il popolo della sinistra, con una apprente buona dose di senso civico, assicurava le elezioni immediate in caso di crisi del governo Prodi. E adesso che a Prodi la crisi gliel’hanno fatta venire, farneticano di un inutile e farsesco Governo dei Migliori. Paradossale no?Ma ancora più paradossale è che il nostro Presidente della Repubblica, incriticabile in quanto super-partes, rappresentante dello Stato, grand’uomo (et cetera) stia cercando disperatamente  in tutti i modi di formare un governo istituzionale per ritardare quanto più possibile le Elezioni.Ma naturalmente, il nostro Presidente lo fa solo ed esclusivamente nell’interese degli Italiani, per il Bene del Paese, insomma. Sembra anche lui non accorgersi del fatto che gli Italiani siano sempre più sfiduciati dalla Politica (forse a causa dell’ultimo governo?). Sembra anche non interessargli il fatto che la attuale maggiore forza politica del Paese, FI, abbia dichiarato di voler andare assolutamente ad elezioni e di non poter accettare alcun compromesso. Sembra anche non ascoltare le grida disperate dei cittadini Italiani che, dai blog, alle lettere, alle conversazioni al mercato, invocano le elezioni. No, molto meglio assegnare un incarico all’altro super-partes Franco Marini.Certo che è strana la politica. L’Unione delle Sinistre, pur in assoluta e totale minoranza, e in assoluto e totale disaccordo, invoca unita il rinvio delle elezioni… per il Bene del Paese. E guarda caso, l’UNICO uomo in Italia in grado di decidere sull’argomento è proprio Giorgio Napolitano. Che guarda caso è un comunista, ex militante PCI, ex ministro dell’Interno durante il Governo Prodi del 1996. Guarda caso. E indovinate un po’ questo integerrimo uomo a chi assegnerebbe l’incarico? Proprio a lui, alla seconda carica della Nazione, il Presidente del Senato Franco Marini. Guarda caso, ex democristiano di sinistra, eletto con La Margherita di Rutelli, ora rappresentante del Partito Democratico. Il Partito di Veltroni.Strane le coincidenze no?La verità del (c)pazzo è che queste cose sono agli occhi di tutti, purtroppo non si puòòòòòò assooooolutameeeente svilire le istituzioni (come la Presidenza della Repubblica) additandola come assolutamente e vergognosamente di parte. E quindi quei pochi giornalisti (o, perchè no, bloggers) che hanno il fegato di tirar fuori la voce ed esprimere le proprie idee sono accusati di essere anti-italiani, antirepubblicani, fascisti estremisti.Beh, pochi sono più liberali di me.E per me libertà significa anche esprimere a gran voce la mia indignazione per questo bastimento di stronzate che le c.d. Istituzioni stanno cercando di farci ingoiare.

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Posted by michipu on Gen 30 2008 under Blog Politik



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5 Responses to “La verità del pazzo”

  1. Ste figus Says:

    Caro Michele,
    premesso che quello che hai detto può anche essere parzialmente condivisibile io credo che al di là di tutto quando c’è una crisi di governo in atto non si possa andare subito alle elezioni, ma è necessario un periodo di transizione che consenta di “traghettare” la nazione sino alle elezioni!
    Attualmente la olitica italiana è nauseante, tutti e ripeto tutti i politici pensano solo all’amata poltrona e certamente l’attuale sistema elettorale è un’ottima soluzione per i partitini che coi loo miseri 3% dettano legge su partiti che hanno un bacino d’utenza enorme..
    Per questo, al di là della bandiera politica, mai come in questo momento serve una riforma che consenta di eliminare o di ridurre al minimo tutta questa fioritura di piccoli movimenti che altro non fanno che danneggiare il già fragile quadro politico italiano!
    Una volta riassestato il quadro si torni alle urne e si ricominci un nuovo percorso sperando che si cominci a ragionare per il bene degli italiani e non per il bene di politici mediocri e pieni di (ingiustificati) bonus e vantaggi

  2. gio Says:

    Il periodo di transizione a mio parere servirà solo a confondere ancora di più le acque e a far creare nuovi accordi alleanze triumvirati patti di sangue e intrallazzi mafiosi. Quindi fosse per me andrei a votare pure domani.
    Seconda cosa: è vero i politici sono un mare di sciacqualattughe insulsi, ma momentaneamene abbiamo questi, e la cosa non cambierà fino alle prossime elezioni. Perciò tanto vale, quando sarà, andare a votare non CRITERIO, e soprattutto non astenersi. Non si possono delegare scelte così importanti.
    Terza cosa: tutti hanno bisogno di qualcosa di inviolabile. Noi ci siamo scelti il Presidente della Repubblica (che a quanto pare da quando viene eletto non ha più un passato) e la Costituzione. Che viene trattata come se fosse stata mandata dal Cielo. La Costituzione è stata scritta da PERSONE, e il Presidente può pure piacere ma è una PERSONA. Andiamoci piano con i giudizi insindacabili e con i Santo Subito. Non vi viene il dubbio che anche lui abbia le sue idee? Ed è nella giusta posizione per farle valere. E ha un passato politico piuttosto chiaro. Bravo Michele che lo ha fatto notare. Ti candidi? :)

  3. ste Says:

    gia una volta il fascismo ci ha rovinato..sembra che per molti la storia non si possa ripetere..che qualcuno ci aiuti..SPEGNIAMO LA TV E ACCENDIAMO IL CERVELLO!!!

  4. ste Says:

    Berlusconi e la P2

    Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978.

    Nella relazione finale della Commisione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 si legge: “…alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di la’ di ogni merito creditizio…”. Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 e’ piu’ attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.

    Il 10 Aprile 1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta “il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli”.

    Interpellato su Licio Gelli, Berlusconi risponde: “…Anch’io come 50 milioni di italiani, sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli. Anni di inchieste sono serviti solamente ad offrire alle varie fazioni politiche un terreno di lotta e di calunnie facile quanto strumentale.

  5. gio Says:

    e basta co’sta mania di tirare fuori il fascismo ogni cinque minuti. siamo nel duemilaeotto e abbiamo una cultura che ha più paura di ex-missini oramai ottantenni piuttosto che di brigatisti di ventitrè anni. fatela finita. tranquilli che il fascismo non torna.

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